PROGETTO CULTURALE

 

Direttore: Ing. Oscar Tamburis   e_mail: oscar.tamburis@unina.it
Co-responsabile: don Luigi Mucerino
Segretario: dott. Giovanni Altea

Cultura, Vangelo, Territorio:
Una gerarchia possibile?

(Per un progetto culturale radicato  nel territorio nolano)
di Oscar Tamburis
 
L’Ufficio per il Progetto Culturale, voluto da S. Ecc. Mons. Beniamino Depalma e inserito nella struttura della Biblioteca diocesana, rappresenta ormai da alcuni anni una attiva realtà di servizio prima culturale e poi pastorale, che si propone di agire in primo luogo in conformità con le linee programmatiche delineate dalla SEGRETERIA NAZIONALE DEL PROGETTO CULTURALE CEI.
Al suo interno si è costituito un gruppo di ricerca che ha inteso delineare il proprio percorso di studi partendo dall’elaborazione e successiva applicazione di una metodologia di studio “trasversale”, di natura interdisciplinare, e già presentata dai responsabili del Centro stesso in convegni e simposi accademici di livello nazionale. Da ciò è scaturito un preciso intento di promuovere un incontro con il territorio attraverso un’analisi delle diverse realtà sociali e culturali e, di conseguenza, attraverso la promozione di relazioni con istituzioni pubbliche, scolastiche e civili: sono infatti molteplici le iniziative con le quali l’Ufficio ha collaborato e sta collaborando, non soltanto in veste di “patrocinatore”, ma con una reale e viva azione di “collante culturale”.

È infatti diffuso nel territorio diocesano un sempre più preoccupante senso di perdita dell’appartenenza alle proprie radici storiche e culturali territoriali: una perdita dunque del senso di appartenenza ad un SENTIRE COMUNE, ad un sentirsi parte di una COMUNITÀ che in quanto tale acquisisce valore nella misura in cui è, e si sente, parte di una realtà sovraterritoriale, che è contemporaneamente comunità ecclesiale (livello micro) e diocesana (livello macro). Sono, queste, accezioni che non prescindono l’una dall’altra, ma che al contrario reciprocamente dipendono e interagiscono.

L’approccio “trasversale” proposto dall’Ufficio per il Progetto Culturale è orientato a ricondurre il punto di osservazione alla centralità dell’Uomo e dei suoi bisogni, attraverso il tentativo di rapportare tra loro SEGNI CULTURALI, “PENSARE” EVANGELICO e RISORSE TERRITORIALI, elementi cardine, humus su cui innestare un’adeguata quanto inevitabile “sintesi” tra “cultura alta” e “cultura diffusa”, sollecitando e mettendo in atto, all’interno delle diverse realtà territoriali, studi seri sugli snodi culturali di una realtà contemporanea che assurga ad essere realtà dell’uomo “cristianamente ispirata”.

La provocazione che emerge è che il Progetto Culturale, se vuole raggiungere l’iniziale obiettivo di aprirsi ad un Sentire Comune che sia Culturale, Evangelico e Territoriale (comprendendone così anche le dinamiche di crisi), deve acquisire una flessibilità tale da poter mettere in discussione i propri stessi fondamenti. Ma ciò si rende possibile solo attraverso un confronto concreto e continuo con i personaggi che animano questo articolato scenario, perché “è attraverso le relazioni con le persone, con le istituzioni, con la cultura e la natura che ogni individuo umano disegna i suoi confini individuali e sociali, si autocomprende e comprende, dandogli una forma intelligibile, il mondo che abita”.

E nelle parole del filosofo Giuseppe Maria Zanghì, “Essere persone significa dunque aprire la propria individualità all’altro…Io–sono–io in quanto dono per l’altro…L’individuo non è approdo, è inizio di cammino: è l’aurora della persona”.

Questo approccio, questo cammino, permette di riflettere al fine di muoversi verso una “identità [diocesana] cristianamente ispirata”.

 

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