La prospettiva antropologica

 

La Festa dei Gigli è da considerarsi una manifestazione popolare tradizionale che presenta una molteplicità di aspetti che autorizzano a considerarla un "fatto totale". In quanto tale, essa può essere osservata "in ampiezza" ed "in profondità". Per quanto concerne l'ampiezza, ossia la varietà delle dimensioni, quella più evidenziata dai partecipanti, è la dimensione religiosa, circoscritta essenzialmente alla devozione per San Paolino.

C'è, poi, l'aspetto sociale che emerge nel superamento, limitato al tempo festivo, della stratificazione tra le diverse categorie sociali. L'emarginazione dei gestori della cosa pubblica dall'organizzazione della sagra evidenzia un contenuto politico. La stessa organizzazione è, comunque, regolata da alcune norme che rivelano la presenza di un aspetto giuridico. Non manca la dimensione estetica che si riscontra nei progetti dei gigli e nelle canzoni.

Ancora, si rinviene un aspetto psicologico, rappresentato dallo sfogo delle tensioni, soprattutto nei protagonisti della festa.
C'è anche la dimensione ludica rilevabile nelle gare tra i Comitati e tra le paranze. Inoltre, il rinvenimento nella festa di un'identità della città di Nola nota, appunto, come "Città dei gigli" rivela la presenza di una dimensione culturale. Infine, ma si potrebbe continuare, è facilmente rilevabile un aspetto economico che si estrinseca nel notevole aumento di spese sia per l'organizzazione della festa, sia per l'acquisto di beni di consumo.
Riguardo all'osservazione in profondità, la Festa dei gigli (così come altri momenti specifici della religiosità popolare) rivela almeno tre livelli:

  • celebrativo-rituale: è quello che si percepisce osservando lo svolgimento della festa con i suoi usi, rituali, canti, gesti, comitati, paranze, macchine, devozioni, luminarie, fuochi d'artificio, ecc., ecc. In questa prospettiva affiora una sorta di fusione o, meglio, di confusione, di sincretismo tra elementi profani ed elementi sacri, e, in relazione ai secondi, fra alcuni aspetti che rinviano alle religioni pagane e di altri che si richiamano al cristianesimo;
  • esperienziale: la festa nasce da e in un dato ambiente storico-geografico e socio-culturale assimilandone alcuni aspetti (ad esempio, la presenza di una pluralità di categorie economiche la quale viene rappresentata dalle otto "corporazioni" a cui fanno riferimento i gigli) oppure rigettandone altri (ad esempio, la struttura sociale caratterizzata da forme diverse di subalternità e di emarginazione, viene temporaneamente "rimossa" affermando: "nella festa e sotto il giglio siamo tutti uguali e tutti protagonisti");
  • religioso profondo: a questo livello si riscontra la presenza di un rituale che, nella sua essenza, è specifico di numerose forme religiose. Si tratta del rituale ciclico che prevede i seguenti momenti: ordine (ubicazione delle macchine in diverse zone della città) à caos (concentrazione in piazza) à offerta sacrificale (gigli presentati al vescovo che li benedice) à ritorno all'ordine (pro-cessione delle macchine nel rispetto di una successione prestabilita).