San Sebastiano tra arte e fede: a Marigliano la terza edizione di Fenome-Noven-Art

La comunità parrocchiale di Santa Maria delle Grazie si prepara a festeggiare il Santo Patrono attraverso l'interpretazione di nove artisti contemporanei

Nella parrocchia Santa Maria delle Grazie di Marigliano va in scena la terza edizione di Fenome-Noven-Art. In un percorso tra arte e fede, la comunità vive i giorni di avvicinamento ai festeggiamenti del Santo Patrono, San Sebastiano, la cui memoria liturgica ricade il 20 gennaio.

«Per il terzo anno, la novena in onore di San Sebastiano - ha dichiarato il parroco della chiesa Santa Maria delle Grazie, don Lino D'Onofrio - si lega a un momento di conoscenza e confronto con l’arte contemporanea. La Chiesa, col suo ampio repertorio narrativo che ha come fonte la Parola e la vita dei testimoni del Vangelo, ha promosso la possibilità di esprimersi nell’arte visiva da parte di artisti di ogni epoca. Le belle e importanti testimonianze lasciate sono diventare patrimonio dell’umanità oltre che della fede». 

La novena in onore di San Sebastiano tra arte e fede

Oggi, giovedì 11 gennaio, ha inizio la terza edizione dell'evento, denominato Fenome-Noven-Art, nella chiesa dell'Annunziata di Marigliano. Nella settimana della novena, fino al 19 gennaio, alle 19:45, artisti di differente formazione si alterneranno per interpretare aspetti della vita e del martirio di San Sebastiano.

«L’arte contemporanea non sempre è interpellata dall’ambiente ecclesiale che si trova a suo agio più in un linguaggio conosciuto e sperimentato piuttosto che in quello del ‘cantiere’ immaginativo della contemporaneità - ha aggiunto don D'Onofrio -. In verità in questi anni abbiamo scoperto che l’immagine del sacro ancora ha un forte fascino sulla vena artistica di uomini e donne che scelgono questo linguaggio per intercettare i moti dell’anima».

Un racconto artistico che si interseca con quello liturgico, come evidenzia lo stesso don D'Onofrio: «Come sempre il momento artistico seguirà quello liturgico e ogni sera, come da calendario, i fedeli saranno invitati a passare dall’aula liturgica di Santa Maria delle Grazie a quella attigua dell’Annunziata. In quel contesto li attenderà l’artista con la propria opera che presenterà nelle sue intenzioni e ispirazioni ai convenuti».

Le opere saranno poi riproposte alla comunità cittadina attraverso un'apposito spazio espositivo: «Le due precedenti edizioni ci hanno confermato che il linguaggio dell’arte, pur nella modernità delle espressioni, arriva alle persone che vi entrano in contatto, abbattendo precomprensioni culturali o anagrafiche. Molti artisti lasciano le loro opere che vengono, mese dopo mese, esposte al pubblico nella ‘Vetrina dell'arte ’ posta al terranno di Palazzo Nicotera e visibile sulla strada. È un piccolo tentativo per riavvicinare ambienti e persone, per aprire spazi di confronto e discussione e per riparlare della santità, del martirio e della testimonianza con altri differenti linguaggi», ha concluso il parroco don D'Onofrio.

Il programma liturgico prevede dal 11 al 19 gennaio, alle ore 18:45, la novena e, alle 19:00, la celebrazione eucaristia; il 20 gennaio, alle 10:00, la Santa Messa con il vescovo di Nola, Francesco Marino e a seguire la processione per le strade della città.

Gli artisti della terza edizione di Fenome-Noven-Art

A coordinare l'evento artistico c'è Claudio Bozzaotra, architetto e già docente di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Napoli, ma anche artista: ha preso parte alla Biennale di Venezia di Architettura nel 1985 e nel 2000 e tiene mostre d’arte personali e collettive, in Italia e all’estero. Bozzaotra ha avuto, in particolare, il compito di individuare gli artisti per la terza edizione di Fenome-Noven-Art.

«Quest’anno l’apertura della manifestazione è lasciata all’opera L’ultimo San Sebastiano di Peppe Capasso - ha spiegato Bozzaotra - in qualche modo decano degli artisti contemporanei della zona, già docente di scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, con il suo linguaggio volto agli esperimenti o Sculture/Oggetto, nel suo vasto e ricco utilizzo di elaborazioni ferrose, di scarti, di ruote deformate. Seguno poi in successione le opere di Ugo Cordasco, scultore, con il suo vocabolario di segni capaci di esprimere armonia; Maria La Mura e il suo andare oltre i limiti della natura umana, superarla per aspirare ad una forza generatrice più alta, la natura divina, la stessa che anima il principio creativo; Vittorio Iavazzo attraverso la creazione e trasformazione della materia; Rosanna Iossa con la sua raccolta di suggestioni ricorrenti che diventano scandaglio interiore; Giacomo Savio con la personale cifra concettuale; Nunzio Meo col suo muoversi tra l’azione e il segno accademico; Diana D’ambrosio con il suo fare carico di implicazioni mistiche e, infine Oreste “Asà” Silvestrini con l’eclettismo che gli si riconosce».




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