Dopo la forte gioia vissuta, a fine agosto, in occasione dell’arrivo, da san Severino Marche a Comiziano, dell’urna con le sacre spoglie del santo patrono, il vescovo Severino, la parrocchia Santi Severino e Nicola si prepara a vivere la festa patronale dell’8 gennaio, data in cui l’agiografia del venerato pastore fissa la sua morte.
Questa sera si chiuderà il triduo di preparazione che è stato affidato al parroco di Santa Maria delle Grazie in Marigliano, monsignor Pasquale (Lino) d’Onofrio. Domattina, invece, giorno della festa, il vescovo Francesco Marino celebrerà la Messa alle 10:30. A seguire si svolgerà la processione della venerata immagine del patrono, accompagnata dalla reliquia del santo custodita in parrocchia e dal simulacro della compatrona di Comiziano, Santa Maria delle Grazie.
Il parroco don Kommu: «Abbiamo vissuto un giubileo nel Giubileo»
«Per noi comizianesi la traslazione del corpo di San Severino, vissuta a fine a agosto, è stata davvero un giubileo nel Giubileo: un dono speciale e irripetibile, che ha lasciato un segno indelebile nella nostra storia. L’impatto di questo evento sulla nostra comunità è stato profondo e visibile. Abbiamo vissuto una partecipazione fervida e commossa alle celebrazioni religiose e un rinnovato senso di unità fraterna. La presenza delle spoglie del nostro Santo Patrono ci ha spinti a riscoprire la bellezza della fede, a rafforzare i legami fraterni e a camminar insieme, con rinnovato slancio, sulle orme del Vangelo. In un mondo che corre veloce, San Severino ci ha ricordato l’importanza di fermarsi, pregare e volgere lo sguardo al Cielo», ha sottolineato il parroco don John Sarath Kumar Kommu.
Per celebrare la conclusione di questo speciale anno, in collaborazione con inDialogo, l’illustratore napoletano Tiziano Squillace ha riletto, a misura di bambino, l’iconografia di san Severino mettendo in evidenza «la gioia dei fedeli delle due comunità - legate anche da un patto di amicizia - attraverso i fuochi pirotecnici colorati che sembrano generarsi dalla mano benedicente del patrono. Fuochi colorati che simboleggiano anche la sicura protezione percepita dagli abitanti di Comiziano e San Severino Marche, città rievocate attraverso le facciate della chiesa comizianese e della cattedrale marchigiana riprodotte sullo sfondo. Non poteva poi mancare - ha concluso Squillace - l’imponente pastorale, simbolo del servizio di guida di san Severino, invocato con forza ancora oggi».
Una devozione secolare e una secolare amicizia con San Severino Marche
Nella Visita pastorale del 1957 si annota che il titolare della parrocchia di Comiziano - eretta nel 1527 - è san Severino da Settembeda (oggi San Severino Marche) e si fanno alcune ipotesi sulla diffusione del culto della zona: portato da fuggitivi dalle Marche, dai feudatari Mastrilli, dai monaci benedettini della vicinissima Casamarciano. Legame coltivato dalla comunità è senza dubbio quello con San Severino Marche, data l’annotazione nella Visita anche di un pellegrinaggio in pullman in questi luoghi promosso dal novello parroco don Luigi Battipaglia l’8 giugno 1947, in occasione dei festeggiamenti di ringraziamento per la protezione ricevuta durante la Seconda Guerra mondiale. In quella occasione il vescovo locale, donò un osso radio del braccio destro di san Severino posto in un reliquiario-tempio in legno dorato. Il prezioso dono fu posto poi in un astuccio reliquiario di argento e oro posto su un tronetto processionale. Nella stessa visita si ricorda che compatrona di Comiziano è la Madonna delle Grazie e che, durante la festa di san Severino, anche il simulacro della Vergine è portato in processione.