Premio 26 marzo: a ottant'anni dalla liberazione di Auschwitz

Arriva la IV edizione del concorso rivolto agli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle scuole secondarie superiori della Campania promossa dall'associazione Popolorum Progressio Onlus di Marigliano

La Populorum Progressio Odv lancia la IV edizione del Premio “26 marzo – per uno sviluppo umano integrale”. A ottant’anni dalla liberazione di Auschwitz, il Premio invita le nuove generazioni a riflettere su come la memoria della Shoah possa ancora oggi orientare le scelte dell’Europa e di ciascuno. Il concorso si avvale della consolidata collaborazione con il Liceo “C. Colombo” di Marigliano. 

Gli studenti al centro del Premio 26 marzo

Il concorso è aperto a tutti gli studenti delle classi III, IV e V degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado. Le opere possono essere presentate in quattro sezioni: Saggio, Racconto, Arte figurativa, Audiovisivo. Il termine ultimo per l’invio delle opere è il 7 febbraio 2026. Gli autori primi classificati nelle quattro sezioni saranno premiati con un viaggio-visita in Polonia, ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau e ad altri luoghi della Shoah, organizzato dalla Populorum Progressio Odv: un’esperienza formativa intensa, pensata come momento di conoscenza e crescita umana civile. Le opere vincitrici saranno premiate durante la dedicata cerimonia che si terrà presso l’auditorium comunale di San Vitaliano il prossimo 26 marzo.

Le opere presentate o una selezione delle stesse saranno poste in mostra presso i locali della parrocchia Santa Maria delle Grazie in Marigliano, in occasione del Giorno della Memoria 2026.

La memoria come un esercizio di responsabilità

Il titolo ricorda la data del primo trasporto femminile di prigionieri ad Auschwitz, nel 1942, e la promulgazione dell’enciclica Populorum Progressio, di san Paolo VI, nel 1967, ai cui valori l’associazione s’ispira. «Con questo Premio – spiega Pasquale Piccolo, presidente della Populorum Progressio Odv – vogliamo proporre ai ragazzi una memoria che non sia solo un rito o una ricorrenza, ma un esercizio di responsabilità. Chiediamo loro di interrogarsi su che cosa significa ricordare Auschwitz oggi, in un’Europa attraversata da guerre, migrazioni, linguaggi d’odio e nuove forme di esclusione»

«La memoria della Shoah – aggiunge il presidente – è oggi oggetto di forti distorsioni nel dibattito pubblico: viene strumentalizzata politicamente per giustificare azioni che colpiscono indiscriminatamente popolazioni civili; viene banalizzata e relativizzata, laddove tutto viene paragonato ad Auschwitz, svuotandone la specificità storica e trasformando la memoria in uno slogan. Noi rifiutiamo entrambe queste derive: la Shoah non è un alibi per nuove violenze, né un’etichetta da usare a piacimento. Vogliamo promuovere una memoria viva e attualizzante di quanto accaduto ottant’anni fa, una memoria che ci aiuti a riconoscere per tempo le negazioni della dignità umana e ci spinga a scegliere da che parte stare: non spettatori indifferenti, ma cittadini capaci di empatia, giustizia e cura dell’altro».

IL BANDO DEL CONCORSO




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