A te ci rivolgiamo o san Felice vescovo

Il vescovo di Nola, Francesco Marino consegna alla chiesa di Nola una preghiera per invocare, attraverso l'intercessione di san Felice, primo vescovo diocesano e martire, la salvezza dal Signore in questo tempo difficile.

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Il vescovo di Nola, Francesco Marino consegna alla chiesa di Nola una preghiera per invocare, attraverso l'intercessione di san Felice, primo vescovo diocesano e martire, la salvezza dal Signore in questo tempo difficile. E lo fa attraverso una lettera.

«Il 15 novembre - scrive - il calendario diocesano della chiesa di Nola commemora san Felice, primo vescovo e martire, solennità in città e festa nella diocesi...Dopo aver celebrato nella festa di Tutti i Santi il dono per cui, in forza della nostra chiamata battesimale, siamo toccati dalla santità divina, la celebrazione liturgica di san Felice ci porta a quelle origini storiche da dove si è trasmessa a noi la fede che ci salva nel grembo materno ecclesiale da cui tutti siamo nati. Egli manifesta nella nostra chiesa la presenza potente e trasformante del Risorto. Il giorno 6 p.v. inizia un tempo di novena in preparazione alla festa. Vi consegno, perciò, questa preghiera che propongo a tutta la comunità diocesana per invocarlo ogni giorno con fiducia, e ottenere dal Signore protezione e salvezza nel difficile momento che stiamo attraversando».

Il testo episcopale si chiude con l'invito a pregare anche «per la salute del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana ricoverato in terapia intensiva, e per tutti gli infermi, i medici e gli operatori sanitari: siano tutti fortificati e consolati dallo Spirito Santo.  La preghiera vicendevole ci renda forti e perseveranti».

La Preghiera

A te, ci rivolgiamo, o san Felice vescovo,

prima gemma della nostra Chiesa;

con fiducia il tuo popolo eleva a te la supplica

nel tempo dell’incertezza,

si stringe a te, testimone di Cristo,

Padre e Pastore primo di questo gregge nolano.

Siamo impauriti da questo male che dilaga nel mondo:

rivelaci la fiducia in Dio, che ti sostenne nelle avversità.

Temiamo per la salute nostra e dei nostri cari:

donaci la speranza di vita eterna, che ha nutrito i nostri padri.

Siamo tentati di rinchiuderci in noi stessi:

fa’ scendere il balsamo della carità, che ci rende una sola famiglia.

E come un giorno volgesti il tuo braccio

a fermare il fuoco sterminatore del Vesuvio,

così anche oggi stendi la tua mano

ad arginare la piaga di questa epidemia,

che minaccia le nostre comunità, in questo tempo di prova.

Dal tuo sepolcro scaturisca ancora per noi

la manna che nutre e sostiene il cristiano in cammino.

Per non sentirci smarriti,

ottienici la manna della paternità di Dio.

Per non sentirci soli, 

ottienici la manna della fraternità di Cristo.

Per non sentirci disperati, 

ottienici la manna della consolazione dello Spirito.

Benedici coloro che si impegnano a servizio dei malati,

dei deboli, dei disorientati.

Benedici ancora la terra che hai fecondato,

col sangue prezioso del tuo martirio. Amen.

Scarica la lettera



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