Aiutatemi a mettere sempre Dio al primo posto

Il 15 gennaio di sei anni fa l'ingresso in diocesi del vescovo Francesco

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Il 15 gennaio del 2017 il vescovo Francesco Marino faceva il suo ingresso nella Diocesi di Nola. Un anniversario celebrato lunedì scorso, 9 gennaio, in occasione del diciottesimo di ordinazione episcopale di monsignor Marino: presbiteri e laici si sono ritrovati in Cattedrale per affidare al Signore il ministero episcopale del Pastore della Chiesa di Nola.

Un accorato appello alla preghiera

Dall'inizio del suo ministero in Diocesi, infatti, il vescovo Marino ha sempre chiesto di essere accompagnato e sostenuto con la preghiera: «Mi presento così a voi con tutta umiltà, ben consapevole dei miei limiti e del grave compito che il Signore pone sulle mie spalle - scrisse nel messaggio inviato alla Diocesi nel novembre 2016 -. Forte unicamente dell’amore per il Signore e il suo Regno, incoraggiato dalla fama della ricchezza di carismi e ministeri e del senso di corresponsabilità di cui la Chiesa di San Felice e di San Paolino gode. Fin d’ora vi invito a pregare, come io sto facendo già da alcuni giorni».

«Aiutatemi a mettere sempre Dio al primo posto»

«Carissimi, - ha detto il vescovo durante l’omelia dello scorso 9 gennaio in Cattedrale - aiutiamoci gli uni gli altri; con la vostra preghiera aiutatemi ad essere un vescovo discepolo alla sequela di Cristo, ma anche fratello e padre secondo l'esempio degli Apostoli; a mettere sempre Dio al primo posto come fecero i nostri santi vescovi Felice e Paolino; ad affidarmi fiducioso a Maria che, nella sua materna tenerezza, è rifugio sicuro nel momento della fatica, della stanchezza e della prova.

Con la vostra preghiera aiutatemi ad amare e servire la santa Chiesa di Nola; aiutatemi ad accettare di soffrire con Cristo a vantaggio del suo Corpo mistico (cf Col 1,24), perché con Lui possa gioire di una Chiesa tutta bella, senza macchia né ruga, santa e immacolata (cf Ef  5,27).
Con la carità della vostra preghiera, il Signore non mi farà mancare la sua grazia. Nel mio cuore sono custodite queste sue parole: “Seguimi, ti farò diventare pescatore di uomini” (cf Mc 1,17). Io mi fido di Lui. Come gli Apostoli, come Maria, come i nostri santi Patroni, come papa Benedetto, di cui in questi giorni del suo transito abbiamo accolto la testimonianza del costante amore per Signore in questo nostro difficile tempo. Fidatevi anche voi, perché Egli, che vi chiama, ha vinto il mondo».

«Tutto viene da Cristo e per mezzo di Cristo, ma non senza Maria»

«In occasione della mia ordinazione episcopale 18 anni orsono – ha aggiunto il vescovo Marino - preparai un ricordino da distribuire e conservare, scegliendo l'immagine della Madonna in trono con il Bambino Gesù che si venera nella parrocchia di San Michele in Trentola dove ero stato parroco per 10 anni. Un'immagine mariana che evocava le radici che hanno alimentato la mia vita umana e cristiana e i riferimenti essenziali a cui ho sempre fatto ricorso nei momenti decisivi della mia vita cristiana e del mio ministero sacerdotale ed episcopale.

Oggi, con tutti voi, desidero ringraziare la Madre di Dio e chiedere la sua materna protezione, rinsaldando il mio legame con Colei che, misticamente unita a Cristo, impersona la totalità della chiesa e assicura la comunione di grazia in Lui attraverso una mirabile e straordinaria opera di intercessione. Ella è Madre, è Madre di ciascuno di noi, ci è vicina, ci ama di vero amore e prega per la nostra salvezza. Maria è all’origine di ogni grazia, anche quella vocazionale e ministeriale, com’è stato il presbiterato e l’episcopato nella mia vita: tutto ci viene da Cristo e per mezzo di Cristo, ma non senza Maria. Così tutti viviamo nel suo cuore materno».

Per una Chiesa che sia casa e fucina dell’ospitalità

Una protezione, quella della Vergine, cui la Chiesa di Nola affida quotidianamente il cammino: «Avvertiamo tutti la responsabilità e anche la difficoltà di essere Chiesa in questo momento storico – ha ricordato il vicario generale, monsignor Pasquale Capasso, nel saluto al vescovo Marino, durante la celebrazione dello scorso 9 gennaio - La difficoltà di operare scelte pastorali che abbiano il carattere della fedeltà a Dio e della fedeltà all’uomo di questo tempo. Respiriamo, inoltre, l’aria di contraddizione e talvolta di contrapposizione che sta vivendo la Chiesa, a diversi livelli, in questo tempo di trasformazione epocale.

Ma portiamo nel cuore e nella mente la certezza che soprattutto nei passaggi difficili della storia il Signore precede, accompagna, sostiene il cammino del Suo popolo. (cfr Dt 8,4 "Il tuo vestito non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant'anni. Mt 28,20 Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi").  È necessario superare un certo ateismo pratico per nutrire lo sguardo credente!

In comunione con la Chiesa italiana e la Chiesa universale stiamo vivendo il difficile cammino della sinodalità, difficile perché è un’arte da imparare e che richiede percorsi lunghi ma soprattutto disponibilità a mettere da parte pregiudizi e autosufficienza per accettare di stare sotto la nube che accompagna il cammino e desiderare di “accogliere ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Ap 2,7)

Abbiamo scelto di lavorare quest’anno, a livello diocesano, nel cantiere dell’ospitalità e della casa per dare qualità e spessore alle relazioni e un rilancio degli organismi di partecipazione, specialmente i Consigli pastorali e degli affari economici, perché siano luoghi di reale corresponsabilità. È in questa direzione che vogliamo camminare accogliendo quanto ci avete scritto nel messaggio natalizio sottolineando “l’esigenza di un rinnovamento della parrocchia perché diventi permanentemente cantiere della casa e dell’ospitalità per sviluppare una vera e propria arte della vicinanza”.

Affidiamo la vostra persona e la nostra Chiesa diocesana alla custodia premurosa di San Giuseppe e alla sollecitudine della Vergine Maria. Il Signore sostenga la vostra fatica apostolica. Vi chiediamo di accompagnarci in questo cammino di fedeltà a Dio e all’uomo e al nostro territorio.  I Santi patroni Felice e Paolino intercedano per noi».


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