Insieme per annunciare il Vangelo

Il vescovo Marino scrive ai presbiteri: un invito alla responsabilità, al discernimento e alla creatività in questo tempo difficile

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«Desidero far giungere a voi e a tutte le vostre comunità parrocchiali un segno di vicinanza del Vescovo in questo tempo innegabilmente difficile che, di ora in ora, suscita preoccupazione e chiede attenzione».

Con queste parole inizia la lettera che il vescovo Francesco Marino ha indirizzato ai presbiteri diocesani, pensata quale «invito alla responsabilità, al discernimento e alla creatività» e che si conclude con un ringraziamento «per quello che fate e per come lo fate. È vero che i tempi sono complicati, ma ora più che mai siamo chiamati ad essere costruttori di speranza! Sentitevi sempre accompagnati dall’affettuosa mia presenza e dalla sincera disponibilità a trovare insieme il modo migliore per annunciare il Vangelo e sostenere la fede delle nostre comunità».  

Un lettera che giunge nel quarto anniversario della sua elezione come vescovo di Nola.

È tempo di responsabilità, scrive il vescovo: «Come pastori della porzione di gregge che ci è affidato, abbiamo il compito di custodire e di radunare la comunità; e allo stesso tempo di sostenerla e incoraggiarla. Ogni attenzione prevista dai protocolli sia scrupolosamente osservata quale segno di onestà e amore per la vita». È tempo di discernimento, continua: «Penso che stiamo recuperando e approfondendo il principio della carità, non solo nei gesti di solidarietà, che sono tanti e apprezzabili verso i poveri, ma direi soprattutto in quello stile dell’amore verso gli altri da proteggere e salvaguardare. Carità è anche alimentare la fede, dare motivi di speranza fondata su Gesù Cristo Risorto e sulla Provvidenza di Dio. È alla luce di questo principio di carità che dobbiamo fare anche delle scelte concrete per aggiungere il nostro contributo spirituale al raffreddamento del contagio». È tempo di creatività, conclude: «La percezione che dobbiamo avere noi stessi e da testimoniare ai nostri fedeli è che l’anno pastorale è avviato, è già in corso, non siamo puramente sospesi in attesa dei dati del contagio per capire come procedere. Affidiamoci alla fantasia dello Spirito per esserci ed accompagnare, in modo particolare dando tempo per accogliere le persone, ed eventualmente anche le confessioni e i il ministero della consolazione».

Monsignor Marino presenta quindi alcuni orientamenti comuni esplicitando quanto già espresso nella Lettera pastorale.

«La ripresa della catechesi è necessaria come dinamica, ancor prima che come appuntamenti. Mi rendo conto che non dappertutto è possibile vedersi in presenza -scrive, invitando - il Parroco e le catechiste si adoperino per fornire materiale, schede, sussidi e quanto faccia avvertire che il catechismo è in corso e non sospeso (come avviene anche per la scuola). Questi contatti, lo sappiamo, al di là dei tempi dell’iniziazione cristiana, sono necessari per mantenere un legame prezioso con le famiglie e sostenerle annunciando la salvezza in Gesù Cristo anche in questa difficile situazione. Lodevole è l’aiuto degli educatori e animatori dell’ACR e delle guide Scout - continua - per aiutare i più piccoli a sentire il legame con la comunità. Mentre rinnovo a loro la gratitudine, invito voi parroci a coinvolgerli maggiormente secondo le indicazioni della CEI sulla ripartenza in sicurezza e di lasciarci anche stimolare dalla loro creatività...Mai come ora la comunità ha il ruolo fondamentale di creare quella “compagnia affidabile” che non fa sentire nessuno solo. Diamo prova di quella creatività che non ci manca nelle nostre realtà ecclesiali! A tutti ricordiamo l’importanza della celebrazione della Santa Messa, in special modo quella domenicale, fonte e culmine  di tutta la vita cristiana, che è già di per sé la possibilità di continuare il cammino con la comunità. Il rispetto del protocollo è garanzia e incoraggiamento a fronte della scarsa partecipazione che talvolta si riscontra. Abbiamo bisogno dell’Eucarestia soprattutto come sostegno in questo periodo difficile. Per la celebrazione della Cresima - aggiunge - restano attualmente confermate quelle date previste. Si tenga presente di costituire piccoli gruppi proporzionati alla capienza dell’aula liturgica. Eccezionalmente per quest’anno si possono individuare per la celebrazione altri periodi dell’anno rispetto al consueto e precipuo tempo pasquale; e comunque si può immaginare una seconda data per parrocchia. Per la celebrazione del Battesimo  - continua - si incoraggino i genitori a non rimandare oltremodo la data, per non fraintendere che l’amministrazione del sacramento coincida con la possibilità di festeggiare. Per quanto riguarda la comunione agli ammalati è bene usare giudizio prudente: quando non si tratta di malati con Covid-19, si provveda a portare il viatico e nel caso grave l’Unzione degli infermi con le doverose precauzioni. Per quanto concerne, invece, la distribuzione affidata ai ministri straordinari della comunione è opportuno in questo periodo preservare coloro che ordinariamente la ricevono da immotivate paure o eventuali danni causati a loro o da loro. In via ordinaria valorizziamo la Comunione spirituale. In merito alla celebrazione delle esequie, resta la possibilità di celebrare in chiesa o in aree cimiteriali. In caso di defunti a causa del virus, le disposizioni sanitarie prevedono che la benedizione e il rito del commiato si svolga presso il luogo della sepoltura rimandando la partecipazione comunitaria ad una celebrazione in chiesa a un tempo più favorevole. Per altri casi particolari si può contattare l’Ordinario».

All'inizio della lettera il vescovo Marino invita inoltre con commesse parole a pregare per il presidente della Conferenza Episcopale Italiana Gualtiero Bassetti, «in queste ore di apprensione - scrive - per l’aggravamento complessivo del suo quadro clinico. Come comunità diocesana abbiamo già sperimentato l’efficacia della preghiera e per questo non dobbiamo perdere mai la speranza. Ci incoraggi, infatti, la testimonianza del nostro don Leonardo Falco che progressivamente si sta riprendendo dopo essere arrivato in Italia in condizioni abbastanza drammatiche. Nell’ospedale Spallanzani di Roma è stato curato bene. Ci conforta che ora è di nuovo a casa e questo ci lascia ben sperare per tanti che sono attualmente ricoverati. Abbiamo bisogno di queste belle notizie!».


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Il testo integrale della lettera

Carissimi fratelli presbiteri,

           desidero far giungere a voi e a tutte le vostre comunità parrocchiali un segno di vicinanza del Vescovo in questo tempo innegabilmente difficile che, di ora in ora, suscita preoccupazione e chiede attenzione. Come ci ricorda Papa Francesco, noi pastori, che condividiamo “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi” (GS, 1), portiamo sempre addosso “l’odore del gregge”. E questo sta significando per molti vescovi e sacerdoti assumere anche in prima persona il peso del contagio diretto o le restrizioni per contatti avuti nell’esercizio del ministero. In Italia e nel mondo, e un po' anche da noi, tanti sono i sacerdoti in isolamento o in quarantena. Tanti di loro in condizioni preoccupanti. Sentiamoci fraternamente uniti a tutti. In particolare, rispondendo all’appello di Mons. S. Russo, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, vi chiedo di unirvi a me invitando le comunità a pregare per S. Em. il Card. Gualtiero Bassetti in queste ore di apprensione per l’aggravamento complessivo del suo quadro clinico. Come comunità diocesana abbiamo già sperimentato l’efficacia della preghiera e per questo non dobbiamo perdere mai la speranza. Ci incoraggi, infatti, la testimonianza del nostro don Leonardo Falco che progressivamente si sta riprendendo dopo essere arrivato in Italia in condizioni abbastanza drammatiche. Nell’ospedale Spallanzani di Roma è stato curato bene. Ci conforta che ora è di nuovo a casa e questo ci lascia ben sperare per tanti che sono attualmente ricoverati. Abbiamo bisogno di queste belle notizie!

È tempo di responsabilità. Come pastori della porzione di gregge che ci è affidato, abbiamo il compito di custodire e di radunare la comunità; e allo stesso tempo di sostenerla e incoraggiarla. Ogni attenzione prevista dai protocolli sia scrupolosamente osservata quale segno di onestà e amore per la vita. I nostri fedeli sono spesso destabilizzati da opinioni, anche scientifiche, diverse e contrastanti. Nostro compito – usando una paradossale e sintetica espressione di Mons. Tonino Bello – è quello di “consolare gli afflitti e affliggere i consolati”: se da un lato bisogna sostenere quanti sono impauriti e sfiduciati, dall’altro bisogna richiamare alla responsabilità quanti, purtroppo, sottovalutano il rischio. È tempo di equilibrio e lucidità, vincendo fenomeni scomposti di allarmismo ed evitando all’opposto derive negazioniste. Dobbiamo essere alleati con le autorità civili, politiche e sanitarie nel necessario rispetto della diversità dei ruoli e dei compiti, ma nella medesima vocazione di guide, educatori e promotori di bene comune e cura della vita.

È tempo di discernimento. Mi piace condividere con voi che, girando per le parrocchie, sto notando certamente un clima di comprensibile timore che a tratti si legge negli occhi; ma allo stesso tempo, avverto una maggiore consapevolezza dell’urgenza di vivere relazioni autentiche e significative. Penso che stiamo recuperando e approfondendo il principio della carità, non solo nei gesti di solidarietà, che sono tanti e apprezzabili verso i poveri, ma direi soprattutto in quello stile dell’amore verso gli altri da proteggere e salvaguardare. Carità è anche alimentare la fede, dare motivi di speranza fondata su Gesù Cristo Risorto e sulla Provvidenza di Dio. È alla luce di questo principio di carità che dobbiamo fare anche delle scelte concrete per aggiungere il nostro contributo spirituale al raffreddamento del contagio.

È tempo di creatività. In questo frangente storico, dunque, con una maggiore responsabilità e una rinnovata carità ci è chiesto di operare, di impegnarci. Non lasciamoci prendere dallo sconforto e dal cedimento alla paura. Abbiamo già l’esperienza della prima fase della pandemia. Vi sollecito pertanto alla creatività, a trovare forme e presenze nuove, adeguate alla condizione della vostra comunità, che partano da un presupposto fondamentale: prudenza non significa immobilismo. La percezione che dobbiamo avere noi stessi e da testimoniare ai nostri fedeli è che l’anno pastorale è avviato, è già in corso, non siamo puramente sospesi in attesa dei dati del contagio per capire come procedere. Affidiamoci alla fantasia dello Spirito per esserci ed accompagnare, in modo particolare dando tempo per accogliere le persone, ed eventualmente anche le confessioni e i il ministero della consolazione.

Pertanto, più che un decreto specifico, sento di indirizzarvi un invito alla responsabilità, al discernimento e alla creatività. Da più parti ci è chiesto di imparare a convivere con i limiti, le fragilità e le relative restrizioni di questo pericoloso virus, non è questo il tempo di provare a darne esemplarità?

La nostra diocesi attraversa territori diversi per estensione e per densità abitativa; non di meno bisogna valutare la diversità di città in città del numero dei contagiati attualmente positivi, per questi motivi non mi sembra rispettoso della specificità di ogni parrocchia emanare delle norme restrittive univoche, ma sento di trasmettere alcuni orientamenti comuni esplicitando quanto ho già espresso nella Lettera pastorale.

La ripresa della catechesi è necessaria come dinamica, ancor prima che come appuntamenti. Mi rendo conto che non dappertutto è possibile vedersi in presenza, in quanto ci sono anche catechiste e catechisti in quarantena o in isolamento fiduciario, come pure bambini e famiglie con anziani da salvaguardare, tuttavia si formino comunque i gruppi per i bambini del primo anno, si affidino alla catechista e si riprendano i contatti con quelli del secondo anno. L’Avvento sia tempo da non sprecare e si preveda qualche convocazione in parrocchia. Si può anche pensare ad incontri più brevi nella durata e dilazionati di quindici giorni o mensili. Il Parroco e le catechiste si adoperino per fornire materiale, schede, sussidi e quanto faccia avvertire che il catechismo è in corso e non sospeso (come avviene anche per la scuola). Questi contatti, lo sappiamo, al di là dei tempi dell’iniziazione cristiana, sono necessari per mantenere un legame prezioso con le famiglie e sostenerle annunciando la salvezza in Gesù Cristo anche in questa difficile situazione.

Lodevole è l’aiuto degli educatori e animatori dell’ACR e delle guide Scout per aiutare i più piccoli a sentire il legame con la comunità. Mentre rinnovo a loro la gratitudine, invito voi parroci a coinvolgerli maggiormente secondo le indicazioni della CEI sulla ripartenza in sicurezza e di lasciarci anche stimolare dalla loro creatività.

Incoraggio anche una certa ripresa dei percorsi per la cresima, dei gruppi parrocchiali, dei vari cammini e movimenti, in modalità remota o in presenza, con prudenza e responsabilità abbiamo bisogno di non smarrirci. Mai come ora la comunità ha il ruolo fondamentale di creare quella “compagnia affidabile” che non fa sentire nessuno solo. Diamo prova di quella creatività che non ci manca nelle nostre realtà ecclesiali!

A tutti ricordiamo l’importanza della celebrazione della Santa Messa, in special modo quella domenicale, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, che è già di per sé la possibilità di continuare il cammino con la comunità. Il rispetto del protocollo è garanzia e incoraggiamento a fronte della scarsa partecipazione che talvolta si riscontra. Abbiamo bisogno dell’Eucarestia soprattutto come sostegno in questo periodo difficile.

Per la celebrazione della Cresima restano attualmente confermate quelle date previste. Si tenga presente di costituire piccoli gruppi proporzionati alla capienza dell’aula liturgica. Eccezionalmente per quest’anno si possono individuare per la celebrazione altri periodi dell’anno rispetto al consueto e precipuo tempo pasquale; e comunque si può immaginare una seconda data per parrocchia tenendo presente che molti di quelli che hanno già partecipato al percorso di preparazione sono impediti per i limiti della quarantena o per gli spostamenti di regione o di provincia di provenienza dei padrini/madrine.

Per la celebrazione del Battesimo si incoraggino i genitori a non rimandare oltremodo la data, per non fraintendere che l’amministrazione del sacramento coincida con la possibilità di festeggiare.

Per quanto riguarda la comunione agli ammalati è bene usare giudizio prudente: quando non si tratta di malati con Covid-19, si provveda a portare il viatico e nel caso grave l’Unzione degli infermi con le doverose precauzioni. Per quanto concerne, invece, la distribuzione affidata ai ministri straordinari della comunione è opportuno in questo periodo preservare coloro che ordinariamente la ricevono da immotivate paure o eventuali danni causati a loro o da loro. In via ordinaria valorizziamo la Comunione spirituale.

In merito alla celebrazione delle esequie, resta la possibilità di celebrare in chiesa o in aree cimiteriali. In caso di defunti a causa del virus, le disposizioni sanitarie prevedono che la benedizione e il rito del commiato si svolga presso il luogo della sepoltura rimandando la partecipazione comunitaria ad una celebrazione in chiesa a un tempo più favorevole. Per altri casi particolari si può contattare l’Ordinario. Sembra opportuno sospendere per il momento la visita a casa dove è allestita la camera ardente per evitare assembramenti in spazi domestici ristretti e che la presenza del sacerdote per la preghiera potrebbe rendere ancor più difficoltosi nei distanziamenti. Tuttavia, il parroco trovi forme e strumenti per essere presente e vicino alla famiglia nel dolore.

Mi sta a cuore, miei cari sacerdoti, ringraziarvi per quello che fate e per come lo fate. È vero che i tempi sono complicati, ma ora più che mai siamo chiamati ad essere costruttori di speranza! Sentitevi sempre accompagnati dall’affettuosa mia presenza e dalla sincera disponibilità a trovare insieme il modo migliore per annunciare il Vangelo e sostenere la fede delle nostre comunità.  

X Francesco Marino

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